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ARRIVEDERCI AMORE CIAO

Tratto dal romanzo omonimo di Massimo Carlotto

Titolo: ARRIVEDERCI AMORE, CIAO
Regia: Michele Soavi
Con: Alessio Boni, Carlo Cecchi, Isabella Ferrari, Alina Nadelea, Michele Placido, Kai Portman.

Arrivederci amore ciao - foto di scena  con Isabella Ferrari

Esce il nuovo film di Michele Soavi, “Arrivederci amore, ciao”. Maestro del new horror, Soavi è stato aiuto regista di Dario Argento ed è autore di “Dellamorte, Dellamore”, tratto dall’omonimo romanzo di Tiziano Sclavi, il creatore di Dylan Dog. Dopo varie esperienze anche in televisione, sua la regia di Uno Bianca e di Ultimo2 –La sfida, torna al grande schermo, mentre c’è attesa anche per la fiction “Attacco allo Stato”, ispirata alla storia più recente delle Brigate Rosse. “Arrivederci amore, ciao” è un ottimo thriller, che interpreta da un punto di vista cinematografico il romanzo omonimo dell’ interessante autore noir Massimo Carlotto. Lo scrittore si ritiene pienamente soddisfatto del film in cui è contenuto pienamente il senso del libro. Viene raccontata la parte peggiore della generazione degli anni ’70, di quella parte che comprendeva uomini semplicemente violenti che si nascondevano dietro l’ideologia per compiere crimini senza senso. Viene, inoltre, raccontata una nuova figura di criminale, che ripulisce la propria fedina penale per poter appartenere alla società: una società dalla superficie candida ma dalle profondità marce. Marcio è Giorgio, il protagonista del film, interpretato da Alessio Boni. L’uomo è un ex brigatista che al crollo del muro torna a casa e scende ad ogni sorta di compromesso per poter ottenere la “riabilitazione” prevista dal codice penale. Marcio è l’ispettore corrotto a cui dà corpo Michele Placido, Anedda. Più volte Anedda e Giorgio faranno “affari” assieme. Marcia è Flora, Isabella Ferrari, che pur di salvare le apparenze è disposta a “vendersi” a Giorgio. Nel film è descritta anche la provincia del Nord-Est, il “motore” dell’economia italiana, così definita dal politico corrotto interpretato da Carlo Cecchi, l’Avvocato Brianese. “Arrivederci amore, ciao” è stato un film difficile, “duro e faticoso”, sia per il regista che per gli interpreti, perché non è consolatorio, è descritta la discesa agli inferi di un uomo che preferisce salvare l’esteriorità piuttosto che la sua anima (un moderno Dorian Gray, oserei dire, dall’apparenza bellissima ma con un animo mostruoso). La canzone “Arrivederci amore, ciao” di Paolo Conte e cantata da Caterina Caselli ritorna in ogni scelta di Giorgio, in quelle che lo avvicinano sempre più al baratro, dall’assassinio del suo migliore amico ad una delle ultime splendide scene, degna di un maestro del thriller.
Ho voluto cogliere una citazione di “Il sospetto” di Hitchcock, ed è molto raffinato il gioco della mosca che si aggira per le stanze del Tribunale nel momento in cui si sta svolgendo un processo “farsa” in cui tutto è già deciso. I toni sono black e ci sono anche parecchie citazioni del passato horror di Soavi.
Curiosità: dal romanzo di Carlotto è stato tratto anche un fumetto in due volumi proposti dalla BD edizioni. (TESTO DI: AGATA AMATO)

 

 

 

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