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SENZA DESTINO

Titolo: SENZA DESTINO - Sorstalansag - Faithless
Regia: Lajos Koltai
Con: Marcell Nagy, Béla Dóra, Bálint Péntek, Áron Dimény, Péter Fancsikai, Zsolt Dér, András M. Kecskés, Dani Szabó.

Senza Destino

SITO FILM

Lo confesso spudoratamente: dopo aver letto il libro del Premio Nobel Imre Kertèz “Essere senza destino” (lettura peraltro svogliata e disattenta), l’accostamento alla sua trasposizione cinematografica – ad opera del pluripremiato direttore della fotografia Lajos Koltai (“Mephisto”, “Malena”) – è avvenuto con sentimenti discordanti dominati principalmente da un senso di noia e di deja vu che non promettevano nulla di buono! Il risultato? La sempre sorprendente scoperta di come un tema - così spesso narrato e sotto i riflettori del cinema come l’Olocausto – sia ancora capace di indignarci, commuoverci , farci soffrire ed interrogare sul senso storico, civile ed umano di una tragedia di questa portata. Il racconto straziante di questo ragazzo ebreo ungherese Gyuri Koves (Marcell Nagy è un giovane interprete più che promettente!), con un biglietto di andata e di ritorno dai campi di concentramento, diventa la cronaca lineare, silenziosa ed efficacemente descrittiva di un percorso di vita che ci sconvolge per essenzialità e pudore di emozioni che colpiscono dritto al cuore. Se la resa è potentemente cinematografica (dalle luci alle scene, dai costumi agli interpreti delle masse… tutto è perfettamente funzionale al contesto storico/narrativo), l’impresa di Koltai – peraltro riuscitissima – è stata quella di riuscire a narrare le devastanti catastrofi e dolorosi mutamenti che accadono nell’animo di personaggi involontari protagonisti di tragiche pagine della nostra Storia. Senza scene madri (ma è da brividi la panoramica dall’alto di questa massa di ebrei deportati che ondeggiano lievemente per la fatica di stare in piedi!|) e con un uso sapiente delle musiche (opera di Ennio Morricone), “Senza destino” ci costringe nuovamente ad indossare i panni di silenziosi ed attoniti spettatori di eventi storici ed umani che ci urlano in faccia la loro urgenza e necessità di essere perennemente ricordati. (Scritto da CALOGERO MESSINA).

 

 

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